Conto bancario negli EAU e trasferimenti verso l'Italia
Per un lettore italiano l'ostacolo non è l'invio di denaro dall'Italia — i trasferimenti sono liberi e privi di controlli valutari — ma l'apertura del conto negli EAU: le banche chiedono documenti, e le verifiche si sono inasprite dopo il periodo in cui gli EAU sono stati nella grey list FATF (2022–2024).
Aprire un conto negli EAU
- Necessari: permesso di residenza e Emirates ID.
- Verifica KYC: identità, indirizzo, professione e scopo dell'apertura.
- Prova dell'origine dei fondi (source of funds); per importi elevati servono documenti aggiuntivi.
- Condizioni (obbligo di filiale, saldo minimo, commissioni) molto variabili: richiederle in anticipo.
Trasferimenti verso l'Italia
- Bonifici in euro (SEPA dove possibile) o tramite operatori specializzati; confrontare commissioni e tasso di cambio.
- Per importi elevati, predisporre la prova della provenienza.
- I trasferimenti dall'Italia verso gli EAU non sono soggetti a controlli valutari; valgono però gli obblighi antiriciclaggio.
Scambio CRS tra EAU e Italia
Gli EAU e l'Italia aderiscono al Common Reporting Standard (CRS): i dati dei conti vengono scambiati con l'Agenzia delle Entrate. Un conto negli EAU è quindi, in linea di principio, visibile al fisco italiano. Non aspettarsi una gestione invisibile del conto.
Le regole su apertura, documenti e obblighi di segnalazione cambiano. Fanno fede la Banca Centrale degli EAU e, per lo scambio CRS, l'Agenzia delle Entrate.